Il futuro è roseo per Dominic Thiem: l’austriaco ha tutte le carte in regola per poter dominare il circuito ATP nelle prossime stagioni. Ecco la sua storia fatta di dedizione e sudore

Fresco vincitore del torneo 1000 di Indian Wells in 3 set contro Federer, Dominc Thiem nato il 3 Settembre del 1993, si è aggiudicato la 4° posizione del ranking mondiale. Un piccolo miracolo che non si vedeva in Austria dai tempi di Thomas Muster, ex numero 1 nel 1996. Soprannominato “Domi” ha cominciato a giocare a tennis all’età di sei anni. Sia il padre Wolfgang che la madre Karin sono maestri di tennis ed anche il fratello più piccolo Moritz gioca lo sport del suo destino. I suoi idoli dell’infanzia erano gli austriaci Stefan Koubek e Jurgen Melzer. Il suo colpo preferito è il diritto, anche se, dal divano di casa, sembrerebbe il rovescio visto che ci fa un po’ quello che vuole e spesso adotta la soluzione “cannonata piatta” lungo-linea.

La sua superficie preferita è la terra battuta. I suoi tornei prediletti sono Vienna e Kitzbuel, ed è un grande tifoso del Chelsea FC. È così appassionato di calcio che ha fondato la propria squadra chiamata 1.TFC Matzendorf. Più che una squadra è un progetto molto interessante che riunisce, oltre agli amanti del calcio, gli ideali di tolleranza, solidarietà, disciplina e cameratismo. I suoi membri sono persone sparse in tutto il mondo e di tutte le età (ex atleti professionisti e amatoriali, tennisti professionisti e gente comune). L’amicizia che li lega li porta ad incontrarsi diverse volte all’anno per giocare una partita, stare assieme e coltivare i valori appena menzionati. Lo sport che più gli piace guardare è il salto con gli sci. Un vero austriaco, verrebbe da dire ma Thiem è anche una persona molto sensibile ai problemi che purtroppo affliggono il nostro tempo come l’inquinamento degli oceani e la lenta scomparsa della flora e della fauna marina. È un grande sostenitore del progetto 4Ocean che sostiene anche comprando i famosi braccialetti ricavati dalla plastica recuperata negli oceani.

Thiem è principalmente un giocatore aggressivo da fondo campo ma è anche abile nel difendere. I suoi colpi sono solidi da entrambi i lati, con un dritto pesante e un rovescio ad una mano potente e solido. È uno dei pochi giovani giocatori dell’ ATP a utilizzare un rovescio a una mano. A 12 anni Dominic Thiem fu portato alla Tennis Academy di Vienna, dove conobbe un personaggio fondamentale per il decollo della sua futura carriera: Gunter Bresnik.

Bresnik, allenatore anche di Ernests Gulbis, è ancora oggi coach di Dominic Thiem, è stato il primo a intravedere il grande potenziale dell’austriaco e l’artefice della rivoluzione tecnica che ha plasmato il giocatore di oggi: il passaggio dal rovescio bimane a quello a una mano. Un’inversione di tendenza quasi unica in un tennis che ormai si affida quasi esclusivamente al colpo a due mani. L’illuminazione però è quella giusta: quel rovescio a una mano è oggi il colpo migliore di Thiem, capace di imprimere sia grande potenza che grande rotazione, con un movimento che lascia da parte l’eleganza per badare molto più all’efficacia. Col suo rovescio può gestire efficacemente palle che rimbalzano molto alte, che sono notoriamente un grosso problema per molti giocatori che hanno questo tipo di colpo, incluso Roger Federer.

Thiem usa spesso colpi pesanti e penetranti per costruire punti e colpire vincenti. Ha una preparazione molto ampia su entrambi i colpi, e il top spin che genera con il diritto ed il rovescio gli permette di attaccare e difendere bene. Possiede anche un servizio molto forte e preciso, capace di raggiungere i 233 km / h. Il suo kick al servizio è considerato uno dei migliori, se non il migliore nel tour, per quanto riguarda la velocità di rotazione. Questo gli permette di fare tanti vincenti e dettare lo scambio fin da subito per poi terminare il punto con un vincente. E’ dotato di un buon gioco di volo, anche se questo non è un’arma importante del suo gioco. Spesso raggiunge la rete solo per finire i punti con un singolo tiro al volo, come quando, sulla terra battuta, serve dal lato del vantaggio sul rovescio dell’avversario e poi conclude al volo. Dominic Thiem impiega spesso un servizio top-spin sia per la sua prima che per la seconda di servizio. Il risultato è un servizio relativamente lento, ma molto carico, che costringe i suoi avversari a rimanere molto indietro. Rispetto ai giocatori più giovani dell’ATP, utilizza un gioco da fondo campo con scambi prolungati per costruirsi ed assicurarsi il punto. Il suo stile di gioco ponderato, cauto ma allo stesso tempo aggressivo e la sua capacità di sostenere lunghi ed estenuanti scambi da fondo, hanno ampiamente giovato al suo gioco sulla terra, dove ha ottenuto i maggiori successi (vincendo 8 titoli ATP su questa superficie).

La resistenza fisica l’ha allenata grazie alla collaborazione con Sepp Resnik, altro personaggio chiave nella vita tennistica di Thiem. Resnik è un ex atleta e ora preparatore che non ama i luoghi chiusi e i metodi scientifici applicati agli allenamenti. Vi ricordate l’allenamento a cui si sottopone Rocky Balboa in Rocky IV prima dell’incontro in Russia con Ivan Drago? Ecco, così è come allena Resnik. Corse infinite per i boschi, nuotate lungo i canali, sollevamento di tronchi, sessioni di addominali massacranti. Se Thiem è stato in grado di fare miracoli, come ha ammesso, nella sua carriera e vincere anche il torneo di Buenos Aires nel 2016 superando indenne due maratone contro Nadal e Almagro, il merito è di Resnik, che ha reso Dominator, questo il soprannome del giovane austriaco, un atleta di altissimo livello. Oltre al miracolo su Nadal, Thiem ha battuto molti grandi giocatori di terra sulla terra, in particolare Stan Wawrinka nel 2014 all’Open di Madrid, e Federer a Roma nel 2016. Anche il suo gioco mentale è stato elogiato, in particolare per la sua alta percentuale di vittorie nei tie-break. Con un bottino fino a qui di 12 tornei ATP, una semifinale persa contro Djokovic e una finale persa contro Nadal entrambe a Roland Garros, l’austriaco ha da poco accolto nel suo team Nicolas Massu ex n°9 ed esperto giocatore di terra. La loro collaborazione era cominciata poche settimane prima del torneo di Indian Wells. Siamo sicuri che quando tra poco comincerà la stagione sul rosso, il 1000 della California sarà solo uno dei tanti tornei che Thiem si porterà a casa questo anno.

Sin da quando Dominic Thiem è un professionista è stata la Adidas a curarne l’outfit. La Babolat è invece la ditta che gli fornisce l’equipaggiamento tecnico necessario per giocare, anche se in un primo momento il tennista era testimonial della Head. Attualmente Thiem utilizza il modello Babolat Pure Strike. Questo anno, alla presentazione dei nuovi completi che i giocatori utilizzeranno almeno fino al torneo 1000 di Miami, Thiem si è detto estremamente contento perché il materiale usato deriva da plastica riciclata trovata negli oceani. Un atleta a tutto tondo, non solo sul campo.

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Francesco Bartoletti

Francesco nasce a Napoli nel pieno degli anni 60. Ha vissuto a Roma da quando era adolescente. Appassionato di basket e calcio ha però un amore sconfinato per qualsiasi tipo di sport. Scrive su testate sportive da circa 30 anni e ha abbracciato in pieno il progetto de Loschema.it.

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