L’ho visto giocare Jannik Sinner. In televisione intendo. Qualche settimana fa. Era una domenica. E ora che devo scrivere di lui, la cosa mi fa risorridere. La prima cosa che mi aveva incuriosito è stato il cognome, Sinner, peccatore in inglese. Ho sorriso e mi son fermato a guardare il peccatore. Il commentatore parlava entusiasta del giovane talento italiano in campo ma io vedevo che il pubblico della finale del Challenger di Bergamo applaudiva entusiasta agli errori dell’unico italiano in campo, Roberto Marcora. L’altro era il “peccatore” con il nome del mito del tennis francese, Noah.

Solo che in questo caso il nome era scritto Jannik e non Yannick. Ho pensato: il pubblico è impazzito e, il “giovane talento italiano” non sembra così giovane (ho scoperto dopo che Marcora ha 29 anni). Allora ho guardato la parte bassa dello schermo. Era di spalle e sembrava andare a rallentatore durante lo scambio. Uso questo termine perché quando vedo giocatori che hanno il senso della posizione (guardate Fognini per esempio), tutto sembra andare più lento dalla loro parte del campo.

Sono quasi sempre sulla palla e non hanno bisogno di fare scatti, di rincorrere la palla. Con pochi passettini di aggiustamento sono capaci di generare un colpo dal timing perfetto e dal risultato devastante. Ho capito. Il peccatore era il giovane italiano. Jannik Sinner era il giovane talento italiano. 17 anni ma, visto di spalle e nella totale ignoranza di chi fosse e quanti anni avesse, una presenza in campo da affermato talento del tennis. Faceva tutto con estrema scioltezza e naturalità, emotivamente inscrutabile. Ma quale

è la storia di questo fenomeno?

L’esordio nel tennis

Ex piccolo sciatore dotatissimo altoatesino, da adolescente il tennis era per Jannik Sinner un hobby fino a quando, all’età di 13 anni, decide di abbandonare la pericolosità dello sci per dedicarsi di più ad uno sport che lo facesse “giocare”. I genitori Siglinde e Hanspeter, a differenza di quanto si possa pensare, non sono appassionati di tennis. Il nome Jannik è molto comune nella provincia altoatesina di San Candido dove è nato il 16 Agosto 2001. Seguito inizialmente dai maestri Heddy Mayer e Andrea Spizzica, nell’estate del 2014, si trasferisce al Piatti Tennis Center di Bordighera, dove viene seguito da Andrea Volpini, sotto la supervisione di Massimo Sartori e Riccardo Piatti.

Fa il suo debutto nel circuito professionistico il 12 settembre del 2015, all’età di 14 anni, disputando senza successo le qualificazioni del Future Croatia F16. Il 19 marzo del 2016, nel primo turno delle qualificazioni del Future Croatia F4, vince il suo primo incontro a livello pro, sconfiggendo in due set il croato Leo Kovacic per poi essere sconfitto al turno successivo del torneo cadetto. Ha vinto il Grade 4 sul cemento della seconda edizione del Qatar ITF Open 2017, partendo dalle qualificazioni, e il Grade 4 sulla terra battuta della Sanchez-Casal Junior Cup 2017.

La prima vittoria

Il 31 gennaio 2018, a 16 anni e 5 mesivince il suo primo incontro nel tabellone principale di un torneo professionistico nel Future in Egitto F3 disputato a Sharm El Sheikh sconfiggendo l’indiano Aryan Goveas ed entrando così per la prima volta nella classifica mondiale: posizione n° 1592, il 12 febbraio 2018. Nell’agosto dello stesso anno giunge per la prima volta in finale a livello Future, sulla terra battuta del torneo F23 di Santa Cristina di Valgardena. Chiude la stagione 2018, alla posizione n° 551 della classifica mondiale. Il 16 febbraio giunge in semifinale sul cemento indoor del future M25 di Aqtobe.

La settimana successiva prende parte, grazie a una wild card, al torneo Challenger 80 di Bergamo (cemento indoor) vincendolo. Col punteggio di 6-3, 6-1. Sinner conquista così il suo primo titolo di categoria, diventando il primo giocatore al mondo nato nel 2001 e il 21° più giovane della storia ad aggiudicarsi un titolo del circuito Challenger.

Di lui Piatti dice essere un ragazzo dedito al lavoro e al sacrificio, sostenuto da un buon fisico. Mentre il suo scopritore, Sartori (coach di Andreas Seppi, ndr) esalta le sue doti atletiche (il ragazzo è quasi 1.90m ma ricordiamo che ha solo 17 anni) tennistiche e personali. Molto aggressivo in campo, ha ottimi colpi da fondo, tira molto forte di rovescio ed è dotato di un ottimo servizio e ottima sensibilità di palla nel gioco di volo. Da altoatesino è timido ma molto determinato e umile. Un ragazzo semplice: sostiene che preferisce bere una coca cola piuttosto che andare in discoteca visto che non gli piace. Dal carattere forte, quando si fissa un obiettivo fa di tutto per raggiungerlo. La cosa che più impressiona è la sua consapevolezza di quanto sia difficile arrivare in alto in questo sport. Avendo avuto la fortuna di giocare al Piatti Center con Seppi, Raonic, Coric Federer e Djokovic, ha sicuramente più chiaro il percorso, ancora tutto in salita, che dovrà intraprendere se vorrà emergere.

Il 18.03.2019 ha raggiunto la sua miglior classifica di numero 322 al mondo ed è in lizza per un posto alle Next Gen ATP Finals. Insomma, cos’altro dire? Insieme a Bernard Tomic, Nick Gyrgios, Alexander Zverev, Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime, l’italiano fa parte di quei giocatori super talentuosi che hanno vinto un torneo prima della maggiore età. Se l’evoluzione di Sinner sarà regolare è probabile che sarà di gran lunga il miglior diciottenne italiano di sempre. Buona fortuna Jannik Sinner.

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Dante Giordano

Nato in Roma a inizio anni 60. Appassionato di tecnologia e sport di tutti i tipi con una predilezione per la pallacanestro e il calcio gaelico. Ha iniziato a scrivere su giornali locali e testate sportive per poi dedicarsi completamente al progetto de Loschema.it.