Parenti serpenti. E pure procuratori. Diversi giocatori, soprattutto negli anni scorsi, ha fatto una scelta epocale, quella che probabilmente li riempiva più d’orgoglio: mettere a posto la Famiglia. Maiuscola non a caso, per quanto questa difatti vada a contare nelle vite, nelle carriere, nelle storie di campioni che spesso sono stati aiutati, altrettanto spesso inguaiati dai propri fratelli, madri, padri e cugini. E allora, in questa fantomatica lista ne trovereste di tutti i tipi: dall’idillio dei fratelli Totti e Del Piero (o solo un modo per controllare in prima persona i propri interessi) fino ai casi del padre di Messi, della madre di Rabiot e… della moglie di Icardi. Intanto: 5 casi, tutti per voi.

Papà Mazinho per Rafinha e Thiago Alcantara

Due anni di differenza e un talento vero, verissimo che li ha baciati in fronte. Il primo, Thiago, nasce a San Pietro Vernotico in Italia; il secondo, Rafinha, è brasiliano vero, nato a San Paolo. Due continenti differenti e due scelte diverse di rappresentare la propria nazione: la Spagna per il maggiore e il Brasile per il minore. “Erano i figli di Mazinho, una volta. Oggi sono io, il padre di Thiago e Rafinha”. Mazinho ci scherza su, ma ha voluto accompagnarli in questa grande esperienza chiamata calcio mondiale. Al momento, Thiago Alcantara si gode un buon posto al Bayern Monaco: in estate potrebbe cambiare, e papà è stato già allertato. Del resto, quando sei un giocatore nel radar di Guardiola, allora qualcosa sempre occorre fare. E Rafinha? L’abbiamo visto anche in Italia, all’Inter. Poi è tornato al Barça, dove purtroppo ha avuto un brutto infortunio. In estate si vedrà. Gliel’ha già promesso, Mazinho: un passato da calciatore di Fiorentina e Lecce, un presente da procuratore.

Wanda Icardi per suo marito Mauro

18 maggio del 2015. Mauro Icardi rompe con il suo storico agente, Abian Morano. L’uomo che ha seguito i suoi interessi sin da quando era un bambino, colui che ha organizzato Barcellona, la Samp, l’ultimo affare con l’Inter. Alla base della decisione, un rapporto brusco con Ausilio: ancora una volta si parlava di rinnovo e ancora una volta le parti non riuscivano a trovare un accordo. All’epoca si parlava di un accordo fino al 2019 con un ingaggio da 3,5 mln più bonus a salire fino a 4 mln. Poi si è trattato con Wanda Nara. Fino all’escalation quotidiana, fatta di messaggi in codice via social, ripensamenti e altre marce indietro. L’addio in estate sembra scontato, e in in tutti sensi, perché anche il prezzo di Icardi si è abbassato di molto. Non resta che attendere la prossima puntata della telenovela.

Mamma Veronique per Adrien Rabiot

Adrien Rabiot ha scelto la mamma come propria rappresentante. No, non perché si tratta di un ‘cocco di mamma’, non perché è un viziato. Ma perché è una situazione particolare: la signora Veronique è stata l’unica, grande costante della sua vita. Lo ha riportato il Mundo Deportivo, quotidiano sportivo di Barcellona: a far avvicinare il centrocampista del PSG al calcio è stato papà Michel ma nel 2007 il signor Rabiot è stato colpito da un ictus, che lo ha paralizzato completamente. Adesso lui e suo figlio comunicano attraverso lo sguardo e con il movimento delle palpebre. E Veronique ha preso le redini di tutto. E per tutto s’intende tutto. Sono famose le sfuriate con Walter Sabatini, quando il centrocampista era praticamente a un passo dalla Roma. Sono stati celebri pure gli scontri con Antero Henrique, direttore sportivo dei parigini, che ha optato per mettere fuori rosa il centrocampista. Poco male: a fine stagione andrà al Barcellona. Con un nuovo procuratore, però.

Nicolas per il fratello Gonzalo Higuain

Una presenza fissa, Nicolas. Che da figli di calciatore – papà Jorge è stato un ottimo attaccante con buone comparsate in Europa – questo mondo l’hanno sempre saputo cavalcare. E allora: prima il River, quando ancora c’era il padre a seguirlo; poi il Real e la scelta di Napoli, dove Jorge inizia a prendere posizione e potere. Soprattutto dietro l’arrivo alla Juventus, preso dai napoletani come il tradimento per eccellenza. Eh, prima però va contestualizzato tutto il resto: i litigi con De Laurentiis, le lotte per il rinnovo, le frasi poco carine che hanno incrinato il rapporto tra il numero uno napoletano e il centravanti argentino. Alla Juve sono due anni di altissimi e bassissimi. Poi il Milan, disastro. Quindi il Chelsea, con un altro fallimento all’orizzonte. Grazie a Nicolas.

Pere per suo fratello Pep Guardiola

Ecco, questa è una storia interessante. Sin dalla loro infanzia, la vita a casa Guardiola ruotava attorno al calcio. Pere ha giocato per 15 anni, ha iniziato nelle squadre giovanili come la Gimnastic Manresa, finché poi – finalmente – ha appeso le scarpette al chiodo per il Vic, in terza divisione spagnola. Niente male, poco da dire. Poi però c’è la svolta della vita: l’inizio della sua carriera professionistica alla Nike. 1997. Durante quel periodo per la multinazionale, ha avuto differenti posizioni di responsabilità: si fidavano di lui, volevano il meglio. E allora ha iniziato a reclutare giovani promesse, fino a portare il brand nel Barcellona, dove allora giocava il fratello Pep. Prima i blaugrana, poi i giocatori della nazionale. Ronaldo e Ronaldinho sono stati i colpi a effetto, che gli hanno permesso di fiondarsi sul mercato e di farsi un gran nome in azienda. E poi? 12 anni di Nike non bastano: nel 2009 ha fondato Media Base Sports, un’agenzia che rappresenta calciatori e offre loro servizi esclusivi. Primo cliente? Fratello Guardiola. E i suoi 15 milioni di euro all’anno. Ciao a tutti.

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Alfredo Castiglione Marinetti

Alfredo nasce nella provincia di Milano, cresce a pane e calcio frequenta i campi da quando era poco più che un ragazzino. Appassionato di calcio inglese scrive articoli sportivi da quando era 20enne. Oggi collabora con Loschema.it e fa parte del progetto dalla nascita.

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