Dici draft NBA e pensi ad una lotteria. In realtà è uno dei metodi più democratici pensati dallo sport professionistico per bilanciare le forze. Più debole sei, prima hai il diritto di pescare tra le nuove leve del college. Leggi l’articolo dopo una  comparazione delle promozioni di benvenuto selezionate questa settimana:

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Quest’anno, il draft avrà come protagonista assoluto Zion Williamson, già promesso sposo dei New Oreleans Pelicans che hanno il diritto alla prima scelta.

Occhio però, perché il draft non è una scienza esatta, e la sorpresa è sempre dietro l’angolo. Si può pescare male alla prima e trovare il diamante grezzo scegliendo tra gli ultimi.

La storia è piena di quelli che comunemente vengono chiamati steal of the draft, gli scippi di giocatori che poi hanno fatto la storia del gioco partendo da una chiamata con numero alto, rispetto al loro valore.

George Gervin #40 1974

Partiamo da uno dei più datati e famosi della storia. Gli Spurs nel 74 pescano alla numero 40 questo giocatore che poi sarà uno dei dominatori della lega negli anni successivi. Capace di mettere più volte in crisi nientemeno che Kareem Abdul Jabbar, Gervin sarà uno dei maggiori realizzatori di San Antonio di tutti i tempi.

Dennis Rodman #27 1986

Nel 1986 i Piston tirano fuori dal cilindro questo strano individuo, che si ambienta perfettamente nella squadra dei bad boy di Isaiah Thomas e soci. Ci voleva proprio uno con la grinta e la ferocia a rimbalzo di Rodman. Rimane uno dei più grandi difensori della storia del gioco, un giocatore controverso e speciale, che ha poi continua a collezionare anelli nei Bulls dell’epoca Jordan.

Drazen Petrovic #60 1986

Soprattutto un tempo, ora molto meno, il giocatore europeo subiva qualche preconcetto se si trattava di giocare nell’NBA. Questa cosa è sicuramente parte dei motivi per cui un giocatore sopraffino e celestiale come Petrovic, fu scelto dai Nets solo alla numero 60. Da sempre considerato uno dei più grandi del basket europeo, chiamato il Mozart della palla a spicchi, perché davvero la faceva cantare quando gli usciva dalle mani, ha avuto un destino tragico, che ce l’ha portato via a soli 28 anni per un incidente d’auto.

Tony Parker #28 2001

Altro europeo che poi alla fine si è imposto nella lega più competitiva del mondo. Ed ennesimo scippo al draft per gli Spurs. Tony Parker è stato un play di valore assoluto, il migliore di tutta l’NBA fino alla comparsa di Chris Paul. Colonna di San Antonio e fedelissimo di Popovich ha vinto 4 anelli. Non male per uno pescato in fondo al primo giro.

Manu Ginobili #57 1999

Ancora Spurs che si dimostrano dei maghi nello scippo al draft. Appena due anni prima di Parker pescano alla 57 (solo due chiamate alla fine del draft) questo giocatore che si era messo in luce in Italia con la maglia della Virtus Bologna. Forse nemmeno Popovich immagina di aver pescato uno dei componenti dei big three, la dinastia che renderà unica nel suo genere la squadra degli Spurs per tutti gli anni 2000. Ginobili in campo sa fare tutto, lo fa bene, e soprattutto non molla di un centimetro. Mai.

Draymond Green #35 2012

Nella costruzione di una dinastia vincente, l’ingrediente steal of the draft è fondamentale. Non fanno eccezione i Warriors che nel 2012 pescano Draymond Green con la numero 35. Il giocatore sembra inadeguato, fisicamente e tecnicamente, ma quando arriva Steve Kerr in panchina lo mette in campo e non lo toglie più. Dove non arriva con la tecnica lui ci arriva con la volontà, di acciaio, e assolutamente imparagonabile in questo momento nell’NBA. E’ l’anima, il cuore e il respiro della dinastia di Golden State.

John Stockton #16 1984

Pescare uno dei 5 play che hanno fatto la storia del gioco con un numero alto è uno scippo in piena regola. E lo mettono in atto gli Utah Jazz nel 1984. Stockton sembra un pesce fuor d’acqua nella lega. Non è fisicamente strutturato, ma sopperisce con una ferocia agonistica estrema, e un trattamento della palla sopraffino. Detiene il record di assist della lega, con un numero che difficilmente potrà mai essere avvicinato. 17635. Pazzesco.

Karl Malone #13 1985

Uno si aspetta che il secondo giocatore della storia NBA per numero di punti totali sia quantomeno uscito da una delle prime tre chiamate. Invece quel giocatore si chiama Karl Malone, soprannominato il postino, pescato alla 13 da Utah che già l’anno prima aveva scippato Stockton alla 16. Bene, i Jazz in due anni, con scelte sempre sopra la 10 hanno semplicemente pescato il più forte, mortifero ed implacabile pick n’roll della storia del gioco. Furto con destrezza se ce n’è uno.

Steve Nash #15 1996

Un draft strano quello del 1996. Pieno di talento, magari non capito appieno. Capita questo anche a Steve Nash, pescato con la 15 dai Suns. Dopo un inizio in sordina esplode tutto il suo talento a Dallas, per poi tornare a Phoenix dove vince anche un titolo di MVP. Un essere umano fatto per praticare sport, oltre al basket è un grosso appassionato e giocatore di calcio.

Kobe Bryant #13 1996

Strano forte il draft 96. Abbiamo appena visto il caso di Nash, ma due chiamate prima era uscito il nome di Kobe Bryant. Solo alla 13. Un giocatore che sarà la stella assoluta dell’NBA per un ventennio, che segnerà un epoca, e vincerà anelli a ripetizione con i Lakers. Infatti la cosa bizzarra, forse ancor più del numero, è che Bryant fu scelto dagli Hornets, che poi lo sbolognarono senza pensarci troppo ai Lakers. Non una grande idea con il senno di poi.

Kawhi Leonard #15 2011

Chiudiamo con l’ennesimo furto al draft degli Spurs. Pescato alla 15 si capisce subito che questo Kawhi Leonard è in realtà un giocatore speciale. Popovich lo inserisce sempre più spesso nelle rotazione ed è decisivo, nonché MVP delle finali 2014. Le cose però non vanno bene con l’ambiente Spurs, pertanto passa da quest’anno ai Raptors. 

 

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